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| Rouen, Normandia |
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Camille Pissarro, Pont Boieldieu in Rouen |
Percorriamo le pittoresche stradine del centro, ricco di chiese gotiche
e case a graticcio, alcune risalenti all’epoca medioevale, sopravvissute ad
incendi, inondazioni, guerre e bombardamenti durante lo sbarco degli alleati in
Nomandia. Le facciate sono ricoperte di travi in legno che si intersecano
creando una geometria armoniosa dallo sfondo senape, verde mente, celeste
opaco, arancione e pervinca.
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| Case a graticcio, Rouen |
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| Rouen, place Vieux-Marché |
Come parlare di Rouen, antica capitale del Ducato di Normandia, senza citare la Pulzella d’Orleans, Giovanna d’Arco? Se non conoscete la storia della salvatrice di Francia, vi consiglio il film di Giovanna d’Arco con Milla Jovovich. La storia di Francia e d’Inghilterra si intersecano sul territorio francese con la guerra dei Cent’anni e l’affascinante contributo di questa giovane eroina.
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| Giovanna d'Arco |
Oggi si ricorda il rogo di Giovanna D’Arco, arsa viva nella piazza del mercato di Rouen, e le accuse terribili mosse da un tribunale ecclesiastico che la portarono al rogo, ma mi preme fare un passo indietro e citare brevemente la storia di questa pulzella straordinaria che liberò la Francia dagli inglesi a soli diciannove anni.
Giovanna era una giovane pastorella illetterata, di estrazione molto povera, che dichiarò di essere stata prescelta da Dio per aiutare Carlo, Delfino di Francia, nella guerra per il trono contro gli inglesi e i loro alleati borgognoni. Che fosse la voce di Dio a guidarla o una voce interiore, la giovane contadinella si ritrovò non solo ad indossare abiti maschili nel guidare l’esercito francese, ma anche a riuscire in quello che i comandanti dell’esercito avevano fallito: sconfiggere gli inglesi. Si innalzò al ruolo di salvatrice della Francia, divenendo acclamata e benvoluta dal popolo, fino a che la sua figura non divenne troppo ingombrante.
E qui la faccenda si
fa interessante: secondo alcune fonti, per gli storici plausibili ma non
dimostrabili, la Pulzella fu consegnata dal re di Francia ai borgognoni, che la consegnarono agli inglesi: umiliati dalla perdita subita
ad Orléans,
gli inglesi attribuirono la disfatta agli incantesimi e gli
atti di stregoneria compiuti dalla ragazza, accusandola di essere «una seguace del maligno». Nel 1431 fu
sottoposta a processo senza difensori davanti al tribunale ecclesiastico di
Rouen. Fortemente
influenzato dal potere inglese, il tribunale concluse che le voci che Giovanna
d’Arco dichiarava di sentire fossero di demoni, non di angeli, e dunque fu
accusata di stregoneria ed eresia, oltre che di travestimento.
Fu così che la Pulzella d’Orleans fu condotta sul rogo ed arsa viva davanti ad una folla sgomenta all’età di diciannove anni, nella storica piazza del mercato. E fu così che gli inglesi restarono in Francia per altri vent’anni.
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| Lionel Royer, Giovanna d'Arco sul rogo |
Decenni dopo la morte, Giovanna fu liberata dell’infamante accusa di eresia fino ad essere, nel 1920, beatificata e proclamata Santa Patrona della Francia. Oggi sorge una chiesa in sua memoria al centro della place Vieux-Marché, la cui struttura evoca sia le fiamme che bruciarono sul rogo, sia una nave vichinga ribaltata.
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| Giovanna d'Arco, Rouen |
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| Cattedrale Notre-Dame de Rouen |
Gli interni sfarzosi contengono organi a canne, statue di santi, tombe di personaggi storici, colonne imponenti, arcate a volta e meravigliose vetrate policrome dipinte a mano.
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| Cattedrale Notre-Dame de Rouen |
Fuori c’è il sole, ci fermiamo sulla piazzetta ad osservare la folla. Alcuni ragazzi suonano il sassofono, ci sentiamo catapultati nelle stradine di New Orleans in un batter d’occhio. Proseguiamo per le vie del centro e ci perdiamo in un vicolo pieno di ombrelli colorati che restituiscono un po’ di leggerezza a questa giornata ricca di considerazioni. È ora di andare, tornare sulla Senna, dove abbiamo miracolosamente parcheggiato il camper, e proseguire verso nord.
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| Vicoli di Rouen |
Amiamo i piccoli/ medi centri, ma se abbiamo scelto la Normandia e la Bretagna per questo viaggio on the road, è soprattutto per le scogliere della costa atlantica e i piccoli villaggi di pescatori.
Ci aspetta Dieppe, un traghetto per l’Inghilterra che non prenderemo e una notte nel parcheggio di un porticciolo gremito di gabbiani. Vi lascio con un’immagine in grado di evocare l’atmosfera del porto di Dieppe, affacciato al Canale della Manica, realizzato dal “pittore della luce” e precursore dell’Impressionismo: William Turner.
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| Il porto di Dieppe, William Turner |
Sentite anche voi il garrito dei gabbiani e l’odore delle alghe oceaniche?
Debbie
Nomadi per passione












Orgoglioso do te amore mio
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